L’Italia cresce nella mobilità elettrica, ma il confronto con le principali nazioni europee mostra luci e ombre nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica.
L’auto elettrica avanza in tutta Europa e le colonnine di ricarica rappresentano uno degli elementi chiave per accompagnare questa transizione. Anche in Italia il numero di punti di ricarica è in aumento, ma il confronto con gli altri Paesi europei mette in evidenza differenze importanti, sia in termini di quantità sia di distribuzione sul territorio.
Negli ultimi anni l’Italia ha registrato una crescita costante delle infrastrutture di ricarica, con decine di migliaia di punti installati su tutto il territorio nazionale. La maggior parte delle colonnine è concentrata nelle regioni del Nord, in particolare in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, seguite da Lazio e Campania.
Tuttavia, permane un forte divario geografico: il Centro-Sud e molte aree interne risultano ancora meno servite. Questo squilibrio rende più complesso l’utilizzo quotidiano dell’auto elettrica per chi vive lontano dai grandi centri urbani o dalle principali direttrici autostradali.
Se si guarda all’Europa, l’Italia resta indietro rispetto ai leader della mobilità elettrica. Paesi come Olanda, Germania e Francia dispongono di un numero di colonnine nettamente superiore e di una rete più capillare, soprattutto per quanto riguarda la ricarica rapida e ultrarapida.
In particolare, l’Olanda spicca per densità di punti di ricarica rispetto alla popolazione e al numero di veicoli elettrici circolanti. La Germania, invece, punta su una rete estesa e potente, pensata per sostenere lunghi viaggi e un parco auto in continua espansione.
L’Italia mostra segnali positivi, ma per colmare il divario serviranno investimenti mirati, una migliore distribuzione territoriale e una semplificazione delle procedure di installazione. Solo così le colonnine potranno diventare un vero motore per la diffusione dell’auto elettrica nel Paese.