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Auto

Fiat sempre più lontana dall’Italia: la decisione di Stellantis è incomprensibile

Il distacco progressivo di Stellantis dall’Italia non è una novità, ma la decisione che coinvolge anche FIAT è un segnale lampante

Fiat sempre più lontana dall’Italia: la decisione di Stellantis è incomprensibile (Motorizzazione Torino)

Negli ultimi anni Fiat ha cambiato pelle più volte, cercando di adattarsi a un mercato globale sempre più frammentato, dove le priorità non coincidono più necessariamente con la tradizione. Nonostante Elkann abbia più volte detto pubblicamente che l’Italia è al centro dei progetti, il gruppo Stellantis ha progressivamente spostato il baricentro produttivo fuori dai confini italiani, con il nostro Paese che è sempre più raramente un centro nevralgico per i nuovi modelli destinati a crescere nei numeri.

Fiat, la scelta che non piace agli italiani

Politica aziendale che non risparmia neanche FIAT, storico baluardo italiano, e la Fiat Fastback ne è l’esempio più lampante. La Fastback è un crossover dal taglio coupé, pensato per chi cerca un’auto dall’aspetto sportivo senza rinunciare alla praticità. La linea è filante, con un tetto che scende deciso verso il posteriore e una coda corta che le conferisce un carattere dinamico, quasi aggressivo. Una scelta stilistica che guarda chiaramente ai gusti di mercati extraeuropei, dove l’impatto visivo e la percezione di robustezza contano tanto quanto l’efficienza.

Fiat, la scelta che non piace agli italiani (FIAT – Motorizzazionetorino)

Dal punto di vista tecnico, la Fastback si colloca in una fascia intermedia tra B e C-SUV. Le dimensioni sono generose per un’auto di questo tipo e il bagagliaio sorprende per capacità, segno che la vocazione resta quella di un’auto concreta, adatta all’uso quotidiano. Le motorizzazioni turbo di piccola cilindrata offrono un buon compromesso tra prestazioni e consumi, mentre l’abitacolo segue i canoni attuali con strumentazione digitale, infotainment centrale e una dotazione di assistenze alla guida ormai imprescindibile.

Il punto che ha acceso il dibattito è un altro: la Fiat Fastback è da anni tra le più vendute in America, ma ancora non è mai stata commercializzata in Italia. La sua industrializzazione avviene in Sud America, dove il modello è pensato per rispondere a esigenze specifiche e a volumi importanti. Una scelta logica, se osservata esclusivamente dal punto di vista dei costi e dei mercati di riferimento, ma difficile da accettare se inserita in un discorso più ampio sul ruolo dell’Italia all’interno di Stellantis.

Questo non significa che Fiat abbia perso identità o capacità progettuale, anzi, la Fastback dimostra che il marchio sa ancora interpretare le tendenze, proporre prodotti coerenti con il mercato e costruire auto desiderabili. Il problema è semmai il legame sempre più sottile tra questa vitalità e il territorio italiano. Quando i modelli nuovi nascono altrove, anche la filiera, l’occupazione e le competenze rischiano di seguire la stessa strada.

Simone Tortoriello

Classe 1996, Giornalista Pubblicista. Amante del calcio, dei motori e dello sport in generale, dopo l’esperienza fallimentare sul prato verde ho avuto maggior fortuna nel “dietro le quinte”. Grande tifoso dell’Inter e della Ferrari, sono cresciuto al momento giusto per godermi il periodo più buio della storia di entrambe.

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