Le auto elettriche continuano a dividere esperti e automobilisti. Tra problemi di utilizzo, infrastrutture e costi, i dubbi sono tantissimi
Nel dibattito sulla mobilità del futuro, l’auto elettrica viene spesso presentata come la risposta definitiva a tutti i problemi legati all’inquinamento e ai carburanti tradizionali. Incentivi, normative sempre più stringenti e una comunicazione fortemente orientata alla transizione green hanno contribuito a rafforzare questa idea, soprattutto nelle grandi città europee, ma quando si passa dalla teoria all’uso quotidiano, emergono ancora diversi aspetti critici che rendono il quadro meno lineare di quanto spesso venga raccontato.

Oltre al prezzo di acquisto, ancora elevato rispetto a molte alternative, le difficoltà riguardano anche l’infrastruttura di ricarica e l’autonomia reale.
Auto elettriche, il meccanico nn ha dubbi: “Sono le peggiori”
Su questi punti si è espresso Adrià, considerato il secondo miglior meccanico in Spagna, in una recente intervista rilasciata a La Vanguardia: “Tra tutte le opzioni disponibili al momento, la peggiore è l’auto elettrica al 100%”, ha dichiarato, spiegando che la tecnologia attuale presenta limiti strutturali difficili da ignorare. Secondo Adrià, l’elettrico può funzionare in condizioni molto specifiche, ma non rappresenta una soluzione valida su larga scala e nel lungo periodo.
Il meccanico spagnolo riconosce che l’auto elettrica può avere senso in contesti ben definiti: “Può essere una soluzione a breve e medio termine se si vive in un’area urbana con terreno pianeggiante e si ha una casa o una stazione di ricarica nelle vicinanze”, ha spiegato, sottolineando come l’esperienza d’uso cambi radicalmente al variare delle condizioni. Fuori da questi scenari, però, emergono problemi che incidono direttamente sulla praticità e sull’affidabilità del mezzo.
Uno dei principali nodi resta quello dell’autonomia reale. Nella guida quotidiana, soprattutto fuori città, l’autonomia dichiarata spesso non coincide con quella effettiva, a causa di fattori come velocità sostenuta, temperature rigide o percorsi collinari. Questo costringe il conducente a pianificare ogni spostamento con attenzione, trasformando un viaggio semplice in una serie di calcoli e verifiche preventive.
Altra nota dolente resta la ricarica, anche laddove le colonnine siano presenti, i tempi di rifornimento restano molto più lunghi rispetto a un pieno di carburante tradizionale. Per chi non dispone di una presa privata a casa, l’auto elettrica può diventare una fonte di stress continuo, con soste obbligate e tempi morti che incidono sulla libertà di movimento. È un limite che, secondo Adrià, pesa soprattutto su chi utilizza l’auto per lavoro o percorre lunghe distanze con regolarità.





