Dopo il fallimento della mega-fusione, le tre case giapponesi tornano alla carica per collaborare su elettrico, software e sinergie strategiche.
Nissan, Honda e Mitsubishi tornano al centro dello scenario automobilistico internazionale con un progetto di alleanza strategica pensato per affrontare le grandi sfide della mobilità moderna. Dopo il mancato accordo per una fusione su larga scala, le tre case giapponesi hanno scelto una strada diversa: collaborare su tecnologie e sviluppo industriale, mantenendo la propria autonomia.

Il focus principale riguarda veicoli elettrici, piattaforme condivise e sviluppo software, elementi oggi fondamentali per competere in un mercato sempre più dominato dall’innovazione digitale. L’obiettivo è chiaro: ridurre i costi, accelerare la ricerca e aumentare la competitività globale, soprattutto nei mercati chiave come Asia, Europa e Stati Uniti.
La cooperazione potrebbe includere la condivisione di componenti strategici, l’ottimizzazione delle catene di fornitura e lo sviluppo congiunto di sistemi per auto sempre più connesse e intelligenti.
Perché l’intesa tra i tre marchi può cambiare gli equilibri
Il settore automotive sta vivendo una trasformazione profonda, spinto dalla transizione verso l’elettrico e dall’ascesa dei costruttori cinesi, sempre più aggressivi sui prezzi e sulla tecnologia. In questo contesto, un’alleanza tra tre grandi marchi giapponesi rappresenta una mossa cruciale per difendere quote di mercato e rafforzare la presenza internazionale.
Tra i temi centrali ci sono la standardizzazione delle batterie, lo sviluppo di nuove architetture elettriche, sistemi e-axle e piattaforme software-defined, fondamentali per la prossima generazione di veicoli. Non si tratta solo di produrre auto elettriche, ma di costruire un ecosistema tecnologico capace di integrare servizi energetici, connettività avanzata e aggiornamenti digitali continui.
Pur senza arrivare a una fusione societaria completa, la collaborazione tra Nissan, Honda e Mitsubishi potrebbe dare vita a sinergie decisive per il futuro dell’industria automobilistica giapponese, permettendo ai tre gruppi di affrontare con maggiore solidità una delle fasi più complesse e decisive della storia dell’auto.





